"Non importa quanto si sale,
l'importante è come si sale!"

Credo sia proprio
così: salire in alto riuscendo a "guardare bene", riuscendo a catturare ogni cosa, ad assorbire le più piccole sfumature di ogni particolare "insignificante".Il rosso dei frutti della rosa canina sa parlare molto bene a chi sa ascoltare.

Ho sempre pensato all'Arte come a qualcosa che è perennemente "in cammino". Sarà l'idea del Corteo di Madonna Oriente, che in tutte le fonti che ho studiato è sempre descritto come una "processione" che non s'arresta mai. Ed io gli ostacoli non li contemplo nemmeno. Mai. Sempre avanti. Passo dopo passo... senza fretta, senza mai perdere il più piccolo particolare...
La neve, quassù, in alto, gioca strani scherzi. "La neve è neve, è sempre uguale!" Così ho sentito dire da una donna (impellicciata, turista dell'ultima ora) giù al paese dove ero ospite. Eh no, cara signora (impellicciata!)... la neve "parla". Parlano i geroglifici delle tracce leggere degli animali, parlano gli speroni di roccia dove batte il sole che la rende acqua... o dove regna l'ombra che trasforma l'acqua in una sciabola di ghiaccio. Parla la neve sotto le mie ciaspole la mattina presto sulla pista non ancora battuta. Parlano le pigne rosse dei Larici - con il loro odore pungente - sotto i fiocchi bianchi che cadono portati dal vento. Tutto parla quassù in alto: la luce accecante, l'ombra che ghiaccia e taglia, l'unico rivolo d'acqua - non gelato - che gorgoglia sulle pietre limpide. Tutto parla. E parla di Magia. E parla "a chi sa ascoltare"... e rispondere... in silenzio!

Fotografie scattate in Valsusa, Vallée de la Clarée e in Vallée Etroite, Gennaio 2012.
Fotografia di John Dunn per National Geographic, "spaccature all'interno del ghiaccio"... perché non esiste solo la visione del ghiaccio che si forma "in alto", sulle montagne... sono belli anche tutti suoi particolari, le sue venature più piccole, nascoste e preziose...


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