
Un fantasma! L'albero sotto la neve rivela tutto lo spettro che interpreta: con il suo lenzuolo a brandelli e le sue catene di ghiaccio. Piccolo spettro gelato, un "mimo" perfetto tra i cristalli di gelo. Si merita un applauso. Non fosse che forse, battendo le mani, potrei far cadere la neve e rovinare la sua scena!
Io di solito lo faccio... questa cosa di fermarmi a guardare le forme del bosco. Perché è come se fosse un palcoscenico, uno spettacolo teatrale i cui ingranaggi e retroscena sono sempre in movimento. Dipende dalla luce, dipende dalle fome della neve o da quelle del sole, dipende dall'ombra o dai fili d'erba, dipende da come e da quanto l'edera decide di "abbracciare" (stritolare!) la sua prossima "vittima". Dipende. Ogni volta una nuova scena. Ogni volta un nuovo attore. E il mio applauso.
Il tronco qui sopra aveva deciso di mandare in scena la sua tragedia. Il volto contratto, l'urlo aperto e profondo... grida forte una tacita voce lugubre. Non fosse per questo bellissimo sole, farebbe - quasi - paura. Un corvo gracchia un poco più in là, forse un attore scartato che adesso cerca di farsi sentire? Geloso per non aver ottenuto la "parte principale". Mi siedo piano, in silenzio... magari il corvo si avvicinerà e ci regalerà un nuovo Atto! E invece no, vola via!
Il Secondo Atto apre il sipario su uno strano groviglio di legnosi tentacoli. Occhio che guarda e tentacoli pronti ad agguantare. "Ooohhh, guarda là!". Sembro una bambina... i bambini si stupiscono sempre di tutto. E per me il bosco - in effetti - è continua interazione, continuo stupore. Perfezione scenica all'ennessima potenza!
Un altro tronco ci accompagna nel bel mezzo del Terzo Atto. Si tratta di un vecchio e navigato attore... non riesco a staccargli gli occhi di dosso. La luce muta, i guizzi del Sole in mezzo ai rami cambiano la percezione scenica mentre una gazza ladra applaude in lontananza...
Una performace straordinaria mentre altri coreuti di corteccia danzano e cantano al passo con i raggi d'ombra e di sole! E' un'orchestra perfetta. Lo spettacolo è finito. Il Sole inizia a scendere lentamente, cala il sipario. Adesso si va tutti a scambiar due parole nel foyer... dove al centro della sala è appoggiato uno splendido tappeto intrecciato con i ricci ormai vuoti delle castagne. Spettacolo meraviglioso, esecuzioni perfette!
Applaudo. In silenzio, questa volta... non vorrei disturbare la quiete della notte che arriverà a far da prim'attrice.
Fotografie scattate in Bassa Valsusa e in Vallée Etroite.
domenica 8 gennaio 2012
Teatro di bosco!
Pubblicato da NycteaNoctua a 18:18
Etichette: ArtiFinzioni visive, Di Gaia e dei suoi, Il Teatro e le Maschere, Le Intelligenze vegetali
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